sabato 2 aprile 2011

LA battaglia di “PERDUNGHESTI” dei Sardo-Punici contro i Romani


Appunti sulla battaglia di “Perdunghesti” 
a cura di Giuseppe Mocci

La battaglia di Cornus si combattè, secondo alcuni studiosi (Carta Raspi) in una località  tra Nurachi e Riola; secondo altri (tesi di laurea discussa qualche anno fa presso l’Università di Sassari) in località "PERDUNGHESTI" nel Comune di Riola.
Negli anni cinquanta (fatto da me constatato di persona), quando furono dissodati i terreni di “Cadreas” a qualche chilometro da “Perdunghesti”, vennero alla luce una enorme quantità di ossa umane, senz’altro disseppellite da fosse comuni dov'erano sepolti i cadaveri martoriati nella furibonda battaglia detta di Cornus (*).
Secondo Tito Livio, la battaglia di Cornus fu combattuta nel 215 a.C. dal sardo-punico Amsicora (Ampsicora), alleato dei cartaginesi nemici di Roma.
L’esercito romano era comandato dal propretore Tito Manlio Torquato.
Amsicora non accettò lo scontro in campo aperto. In attesa dell’arrivo degli alleati cartaginesi, egli affidò l’esercito al figlio Iosto, con l’ordine di non accettare la battaglia, e si recò nel Margine barbaricino per reclutare i Sardi Pelliti e gli Ilienses.
Quando Amsicora tornò, Iosto era già stato sconfitto nella battaglia in campo aperto di Cornus.
Iosto morì sul campo e Amsicora, per il dolore, si uccise “di notte, perché nessuno potesse impedirgli quel gesto disperato”.

Testo di Giuseppe Mocci - Tutti i diritti riservati


NOTA STORICA:
Dal 238 a.C. la Sardegna diventa un dominio romano e successivamente venne elevata al rango di Provincia romana.
In assoluto, la più importante rivolta dei Sardi contro i Romani fu quella del 215 a.C., scoppiata all'indomani delle grandi vittorie di Annibale in Italia. 
Un autorevole esponente dell'aristocrazia terriera sardo-punica, quell'Amsicora (o Ampsicora) che Tito Livio definì: «qui tum auctoritate atque opibus longe primis erat» (colui il quale in quel tempo era largamente primo per autorità e per ricchezze), era infatti riuscito non solo a mettere in campo un esercito sardo abbastanza consistente, ma anche ad ottenere rinforzi militari da Cartagine, inviandovi ambasciatori in segreto. 
Secondo alcune fonti insieme ad Amsicora a condurre la rivolta si trovava pure Annone, un ricco cittadino punico di Tharros. Cartagine sostenne la rivolta inviando una flotta al comando di Asdrubale il Calvo. Il piano di Amsicora era quello di dare battaglia solo quando tutte le forze disponibili si fossero riunite. Per continuare il reclutamento tra i sardi dell'interno, lasciò il comando al figlio Iosto a Cornus con una parte dell'esercito. 
I rinforzi di Cartagine però non arrivarono in tempo per colpa di una tempesta che dirottò le navi sulle isole Baleari e i Sardi dell'interno indugiarono troppo prima di unirsi al suo gruppo. Iosto accettò imprudentemente la battaglia offerta dal comandante Manlio Torquato. 
L'esercito sardo fu sconfitto subendo la perdita di 3.000 soldati, 800 furono fatti prigionieri. 
(fonte wikipedia)



Il cippo che ricorda la battaglia si trova in Comune di Cuglieri, a sei chilometri da “Perdunghesti”; l'iscrizione recita: «A Ampsicora e Hosto a sos tremiza patriottas sardos chi pro s’indipendenzia de sa Sardinnia in ojos sos lugores de su mare po no esser iscraos de Roma in custas baddes de dolore hant derremadu su samben issoro. Campu ’e corra 215 a.C. - 1999»

1 commento:

  1. sarebbe bellissimo rievocarla ..... noi ci stiamo lavorando stia ricostruendo gli equipaggiamenti....anzi ci farebbe piacere ce collaboraste con noi visto che avete informazioni sui materiali ritrovati visto che quelli editi sono piuttosto pochi....romano giovanni

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