giovedì 14 luglio 2011

L’ELICRISO, “ SA SCOVA DE SANTA MARIA”: Tra storia e leggenda; l'utilizzo nella tradizione popolare Riolese

di Anna Maria Sanna 

Elicriso - Scova de Santa Maria

A Riola Sardo l'Elicriso – nome scientifico Hlichrysum Italicum (Roth) - è chiamato “Scova ’e Santa Maria”.
Nel nostro territorio questa varietà di pianta è tuttora presente, grazie alle leggi di tutela del paesaggio, attraverso le quali possiamo, ancora oggi, godere del suo profumo ogniqualvolta attraversiamo i siti dove ancora la pianta cresce indisturbata.

Is Anẽasa - una delle aree desertiche più vaste d'Europa, dove l'elecriso è tuttora diffuso

Negli anni ’70 la situazione era diversa rispetto ad oggi; ricordo gli anni della mia infanzia, quando mio padre faceva due o più viaggi con “sa carretta” diretto verso “ Is Anẽasa”, dove si raccoglievano le profumatissime piante (is (i)scòvasa), riempiendo il carro fino all’inverosimile.
Alla stregua di mio padre erano in molti a Riola che facevano la stessa cosa, poiché quel bene era particolarmente utile per alimentare il fuoco al momento dell’accensione del camino nei mesi invernali, specialmente quando la legna era un po’ umida;  e questo, d’inverno, capitava frequentemente, perché “su sidrazzu” (la catasta di legna) si trovava nella corte.

"sa carretta" 

Il nome “Scova de Santa Maria” sembra derivi da un'antica leggenda, la quale narra la storia di una giovane madre di tre bambini affetti da tosse persistente. Questa, spaventata dalla gravità della malattia, dopo aver pianto disperatamente, si addormentò e sognò la Madonna intenta a ripulire la stanzetta dei bimbi con fasci di Elicriso.
Non appena la donna si svegliò, corse a raccogliere alcuni fasci di quell'erba profumata, ne preparò un infuso e lo diede da bere ai suoi figli. Dopo qualche giorno, con grande sorpresa, i suoi bambini erano completamente guariti dalla tosse.
L'elicriso veniva usato, infatti, nella tradizione popolare sarda per le patologie dell'apparato respiratorio, come espettorante e anticatarrale.
Sempre a Riola, in casa di nonna Ponti, per curare le malattie da raffreddamento si usava mettere dei rametti di Elicriso in una tegola, dove precedentemente era stata messa un po’ di brace, e “s’affumentu” era pronto! Con grande sollievo del paziente.

nonna Maria Ponti (1883-1966)

La pianta secca, accesa come torcia, veniva utilizzata per bruciare le setole del maiale appena ucciso e trasferire così il suo aroma alla carne.
L’elicriso, inoltre, si usava come antitarmico per profumare gli ambienti e per allontanare gli insetti.

Testo di Anna Maria Sanna – Tutti i diritti riservati
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