sabato 4 agosto 2018

"Su Comitadu de su duamila e degheotto" di Efisio Bellu





Su Comitadu de su duamila e degheotto
Po Sant'Anna a' fattu bella festa
Deo arregistrada ge la potto
S'arroda chi agi fattu nontesta
Sempre a Sant'Anna ge s'invoco
De si salvare de ogni tempesta
S'auguro chi bos fatzo a betzo mannos
De arrivare tottus a chent'annos.


Efisio Bellu

martedì 31 luglio 2018

Successo per la mostra fotografica "Sant'Anna 'e Arriora"



Si è chiusa sabato 28 luglio la mostra di fotografie storiche “Sant’Anna ‘e Arriora”, organizzata dal Comitato “1968 Sa Leva” e curata dal fotografo riolese Francesco De Faveri, con la collaborazione della Biblioteca Comunale.
La mostra, ospitata nell’antica chiesa medioevale di Santa Corona, aperta durante i giorni della Festa di Sant’Anna, ha registrato un gradimento che è andato al di là delle aspettative degli organizzatori. 
Le fotografie, provenienti dall’archivio della Biblioteca, da collezioni private e album di famiglie riolesi, hanno ripercorso circa ottanta anni di storia della Festa, dal 1934 al 2017. 
In particolare, le immagini storiche della processione di Sant’Anna, viste in sequenza cronologica, grazie all'ottimo allestimento di De Faveri, hanno testimoniato l’evoluzione dei costumi e delle tradizioni, oltre che le trasformazioni urbanistiche del paese. 



I molti riolesi che hanno visitato la mostra hanno potuto fare un viaggio emozionale nel passato, riscoprendo luoghi, riconoscendo parenti e amici,  spesso rivedendosi in immagini di cui non conoscevano l’esistenza.
Tra i personaggi presenti in molte  fotografie si potevano riconoscere Tziu Effi Luisu Motzi, famoso fisarmonicista, e Vincenzo Bellu noto “Su Buffu”, grande suonatore di launeddas ((i sõusu de canna), entrambi riolesi doc, animatori delle processioni e delle feste di piazza per molti anni.  
In conclusione, possiamo dire che il  successo della mostra testimonia ancora una volta l'importanza di preservare la memoria storica, quale elemento fondamentale della nostra identità da trasmettere alle nuove generazioni.


Nella serata del 26 luglio, giorno di Sant’Anna, la mostra è rimasta aperta fino a mezzanotte, consentendo ai frequentatori di godere lo spettacolo de S’Arroda (i tradizionali fuochi artificiali di Riola) da una posizione privilegiata, in una cornice straordinaria.

g.l.

lunedì 30 luglio 2018

Festa di Sant'Anna 2018 - Esordio di Alessandro Enna nel canto a chitarra


Alessandro Enna con Maurizio Mocci

Una delle sorprese più belle della Festa di Sant’Anna 2018, organizzata dal Comitato "1968 Sa Leva", è stata l’esordio del piccolo “cantadore” riolese Alessandro Enna nella “gara a chitarra” svoltasi sabato 28 luglio in una piazza La Marmora gremita di pubblico come non si vedeva da tempo, sotto l’occhio attento e incuriosito dei più grandi cantadores sardi: Emanuele Bazzoni, Daniele Giallara, Franco Dessena e il riolese Maurizio Mocci, accompagnati dalla chitarra di Bruno Maludrottu e dalla fisarmonica di Graziano Caddeo. 

Alessandro, sette anni, una passione per i canti tradizionali sardi trasmessa dalla nonna paterna, figlia del cantadore cabrarese Michele Madeddu, non ha avuto paura di affrontare il palco. Ha atteso il suo momento concentrato e, in coppia con Maurizio Mocci, ha intonato la canzone “Sa Giminera” dell’autore Giuseppe Pinna noto "La Mora". 

Tutti gli spettatori, compresi i genitori Mauro e Anna in prima fila, hanno seguito con attenzione e un po' di emozione l’esibizione, applaudendo a scena aperta. 
Al termine anche i grandi del canto sardo hanno riservato alla giovane promessa parole lusinghiere e di incoraggiamento. 

Noi riolesi, orgogliosi di Alessandro, ci auguriamo di rivederlo l’anno prossimo ancora nel palco di Riola e, in un futuro non lontano, nei palchi di tutta la Sardegna.


targa ricordo del Comitato

articolo de L'Unione Sarda 01/08/2018

articolo de La Nuova Sardegna 03/08/2018

g.l.


domenica 15 luglio 2018

Festa di Sant'Anna 2018 - Programma Completo



SANT'ANNA 2018
Riola Sardo
dal 25 al 29 Luglio
A CURA DEL  COMITATO SANT’ANNA  “1968 SA LEVA”


festeggiamenti religiosi
Mercoledì 25 luglio 
ore 19,00    Vespri

Giovedi 26 luglio
ore 8,00    Prima Messa
ore 10,00  Processione e  Santa Messa

Venerdì 27 luglio
ore 18,30  Processione e Santa Messa


festeggiamenti Civili

 Mercoledì 25 luglio 
- ore 18,30  Apertura della MOSTRA FOTOGRAFICA “SANT’ANNA ‘E ARRIORA” - fotografie storiche della festa -  a cura del Comitato “1968 Sa Leva” e di Francesco De Faveri,  in collaborazione con la Biblioteca Comunale di Riola Sardo   
(Chiesa medioevale di Santa Corona – Crésia de Santa Canõa)

- ore 22,00   GARA POETICA SARDA  con i poeti Saverio Sodde (Ilbono), Giovanni Carta (Ardauli), Cristoforo Muntone (Fonni),  accompagnati dai Tenores di Sorgono 
(p.zza La Marmora - Pratza de i bàllusu)

Giovedi 26 luglio
- ore 22,00  BRINCA - Gruppo etno-folk (Giardini Pubblici)
- ore 23.15  S'ARRODA - Spettacolo pirotecnico a cura di Giorgio Oliva – Pabillonis  (Parco Lungofiume – Bass’e Crésia);
a seguire proseguimento serata con il Gruppo BRINCA

Venerdì 27 luglio
- ore 22,00   ZIRICHILTAGGIA - Tributo a Fabrizio de André  (Giardini Pubblici)
-ore  23,30   ZAMAN IN CONCERTO -  Gruppo Afro-Reggae  (Giardini Pubblici)

Sabato 28 luglio
- ore  19,00  Conferenza storica “RIOLA SULLE RIVE DEL MARE FOGHE” a cura del Prof. Raimondo Zucca (Parco giochi Via Montessori - adiacente  Chiesa medioevale Santa Corona)

- ore 22,00  Serata di  CANTI A CHITARRA  con i cantadores  Emanuele Bazzoni, Daniele Giallara, Franco Dessena, Maurizio Mocci; chitarra: Bruno Maludrottu; fisarmonica: Graziano Caddeo.  Nell’intervallo ballo sardo cantato da Tonino Pira, accompagnato dall’organetto di Alberto Caddeo   (p.zza La Marmora - Pratza de i bàllusu)
Durante la serata estrazione dei biglietti vincenti della lotteria di S.Anna 2018

Domenica 29 luglio
- ore 21,30  SAGGIO DI DANZA SPORTIVA DELLA SCUOLA ARIKA DANCE, in collaborazione con la palestra BODY LINE di Riola Sardo  (Piazza Europa)

martedì 12 dicembre 2017

Riola Sardo 17 Dicembre - Mercatini Natalizi: presente il nuovo Comitato Sant'Anna "1968 Sa Leva"



Giunti quasi al termine del  2017, nel Novembre scorso si è costituito a Riola il nuovo Comitato per il festeggiamenti di Sant’Anna 2018.
Sarà il gruppo dei “ragazzi” nati nel 1968 che avrà l’onore e l’onere di organizzare la Festa della Santa Patrona, seguendo un’usanza che negli ultimi anni ha visto le Leve 1964, 1966 e 1967 avvicendarsi e passarsi il testimone. 
La Festa, che cade il 26 luglio, è molto sentita dai Riolesi sia dal punto di vista religioso, con la messa di Sant’Anna e la storica processione per le vie del paese, sia per quanto riguarda i festeggiamenti civili che raggiungono il culmine con i tradizionali fuochi d’artificio de “S’Arroda”. 
Il Comitato “1968 Sa Leva”, guidato dal Presidente Franco Mele e costituito da circa 20 componenti, si propone di realizzare nel corso dell’anno diversi eventi e iniziative per la raccolta fondi, in modo tale da assicurare la migliore riuscita della Festa. 

locandina Mercatini Natalizi

La presentazione del Comitato avverrà il prossimo 17 Dicembre, con la partecipazione ai Mercatini Natalizi organizzati a Riola dall’Associazione culturale “AttivaMente”
I “ragazzi” del ’68, per l’occasione, predisporranno uno stand dove serviranno i “Parafrittusu di Sant’Anna” accompagnati dal vino locale, dalla vernaccia e dalla birra.
Alla manifestazione parteciperanno numerosi espositori di dolci, prodotti locali, artigianali e artistici, con tanta musica, balli e divertimenti per i bambini; non mancheranno inoltre le tradizionali caldarroste.
I componenti del Comitato invitano tutti i riolesi (e non) a visitare i Mercatini Natalizi e a dare il proprio sostegno all’iniziativa.

g.l.

martedì 14 novembre 2017

Santa Corona: l'antica statua lignea

la statua di Santa Corona

Vista così, senza  veste  parrucca e corona,  sembra quasi un burattino di legno, un “pinocchio” realizzato dalle mani di un abile “mastro Geppetto”.
Si tratta invece dell’antica statua lìgnea di Santa Corona 1), conservata nella casa parrocchiale di Riola insieme ad una decina di altre statue dismesse,  altrettanto antiche.
La statua, alta circa 120-130 centimetri, in origine era costituita dal solo busto; in seguito sono state aggiunte le braccia, il resto del tronco (che termina con  una sorta di gonnellina) e  tre “gambe” di supporto costituite da asticelle squadrate 2), più il basamento.  
L'incarnato delle mani, del collo e del  viso sono di un colore bianco ombreggiato di rosso,  le labbra sottili  rosse, gli occhi grandi neri, le sopracciglia sottili anch'esse nere.  Nella parte superiore della testa è presente un foro che serve per fissare la corona.


Il simulacro è senz'altro molto antico. Si tratta quasi certamente della statua la cui  presenza nella Chiesa di Santa Corona (ex Parrocchiale San Martino) è documentata già dalla fine del ‘700 nel verbale della visita pastorale dell’Arcivescovo di Oristano,  Don Luis Cusani de Saliano, del maggio  1791. Tra le disposizioni impartite dall’Arcivescovo al fine di ampliare, restaurare, sistemare e rendere più decorosa la Chiesa  troviamo scritto:  
Visitada la Sacristia, mandamos:…….. , ordenamos quitarse la veste de S.ta Corona, y ponerse una otra, y en el mientras quedar su altar interdicho” (Visitata la Sacrestia comandiamo:…….. ordiniamo di togliere la veste di Santa Corona e mettegliene un’altra e intanto lasciarla sull’altare interdetto).
Dodici anni più tardi, nella successiva visita pastorale dell’Arcivescovo Don Francisco Maria Sisternes de ObIites del maggio 1803, vengono impartite ulteriori disposizioni riguardanti la stessa Chiesa Parrocchiale, tra le quali la seguente: 
quedando enterdicho, como fuè ordenado el la ultima visita, el altar de S.ta Corona, mandamos trasladarse a su tempo el Bulto de dicha Sancta a la Iglesia de S.Anna destinada por nueva Parroquia(restando interdetto, come fu ordinato nell’ultima visita, l’altare della Santa Corona, comandiamo di trasferire al suo tempo la statua/busto di detta Santa alla Chiesa di S. Anna, destinata a nuova parrocchia).  
Nella stessa visita pastorale, come si rileva dalla lettura del relativo verbale,  viene data disposizione circa l’altare/nicchia della nuova Chiesa di Sant’Anna dove la Santa dovrà essere sistemata.
Probabilmente la statua risale al ‘600 o alla prima metà del ‘700.  Il culto di Santa Corona a Riola, peraltro, risale ad un periodo molto più antico e cioè al periodo giudicale  (XI-XII sec.) quando fu edificata la Chiesa intitolata proprio a Sancta Corona de ‘rRivora.


Note:
1) Corona=Stefania. La vita e il martirio di Santa Corona sono in gran parte avvolti nella leggenda; sappiamo con certezza che morì all’ età di sedici anni e che la sua vita è strettamente legata a quella di San Vittore; la loro storia si aggira intorno al 171 d.C.  Santa Corona si festeggia il 14 maggio.
2) Il sistema di sorreggere una statua/busto con delle aste viene detto in sardo "incannugadura"; in questi casi si dice che la statua è "incannugada".


Si ringrazia Don Antioco Ledda.

Testi consultati: Zenti Arrioresa di Claudio Nello Zoncu



Testo a cura di Gilberto Linzas

giovedì 2 novembre 2017

I toponimi del territorio di Riola - a cura di Benedetto Sulas


"Taccu", "Praucchi","S'Arròia", "Orgoeddu"

estratto mappa IGM  (cliccare sulla foto per ingrandire)

TACCU: 
Località a sud-est di Riola. Secondo gli studiosi è termine pre-romano. Significa piccolo tavolato roccioso.

PRAUCCHI:
E’ contrazione con metatesi di “paui drucchi” (palude dolce), con esito parallelo a “prisucchi”, "pisu drucchi" (pisello; veg.) Praucchi è vicino a Taccu.

S’ARRÒIA
“Arròia”  è parola paleosarda. Significa pozzanghera, rigagnolo, rio.  S’Arròia è situata a nord est di Riola, vicino a Santu Chirigu.

ORGOEDDU: 
Lat. Orguellus. Secondo gli studiosi il prefisso ORG significa "zona acquitrinosa", "palude", "acqua". Orgoeddu avrebbe dunque il significato di "piccola palude".


Testo a cura di Benedetto Sulas


lunedì 4 settembre 2017

Ricordi d’infanzia: "L’ORTO DI MICHELE" - di Gilberto Linzas


L'Orto di Michele - ortofoto 1977 (cliccare sulla foto per ingrandire)

Tra i luoghi importanti della mia infanzia, uno in particolare è rimasto impresso nella mente e nel cuore: l’Orto di Michele.  Un luogo che è stato campo di battaglie, di scorrerie e divertimenti, luogo dove prendevano forma e vita le fantasie e i sogni di un gruppo di ragazzini.
Tutto ebbe inizio intorno alla metà degli anni '70, tra i banchi di scuola delle elementari, la dove generalmente nascono le prime amicizie, quei legami che rimangono nel tempo.  
Ogni mattina davanti al grande edificio scolastico di via Roma  io e i miei compagni, col grembiule nero e il fiocco,  ci ritrovavamo nel piazzale prima che suonasse la campanella  e iniziavamo a parlare di calcio, di fumetti e di film visti alla televisione, immaginando imprese avventurose.
La scuola non era molto distante da casa mia. Per raggiungerla prendevo la scorciatoia, un sentiero sterrato che, fiancheggiando una lunga siepe di fichidindie, attraversava due grandi campi incolti (is cunzàusu) dove ora sorgono la caserma dei carabinieri e le scuole medie. 
L’edificio scolastico -  risalente agli anni ’30 del secolo scorso - appariva all'improvviso maestoso, con l’ampio cortile  circondato da un alto e spesso muro di cinta e da imponenti alberi di eucalipto sui lati (muro sopra il quale spesso salivamo per rincorrerci e  giocare con cerbottane di canna all’ombra dei grandi eucalipti).
Uno dei miei più cari amici di allora era Michele, appassionato come me di fumetti. Aveva un vero talento per il disegno; ricordo ancora una bella raffigurazione di Tarzan fatta in prima o seconda elementare e dei fantastici fumetti - realizzati nel periodo delle scuole medie - sceneggiati e disegnati su un quaderno scolastico con grande maestria.
La casa di Michele era sulla stessa via della scuola, a circa duecento metri di distanza, in direzione di Baratili.  Ed è proprio dietro il suo cortile che si estendeva il famoso “Orto”, una vasta proprietà appartenente a più famiglie che sarebbe divenuta il nostro parco-giochi, rifugio di tanti pomeriggi primaverili ed estivi.  
Dal sentiero a lato della casa si raggiungeva l’area dell’ex stabilimento di gazzose; stabilimento che aveva funzionato  credo  fino ai primi anni settanta; ricordo ancora le caratteristiche bottigliette di vetro con la scritta F.lli Zoncu distribuite in tutto il paese su cassettine di legno (molto richieste soprattutto durante il periodo estivo; la gazzosa allora era utilizzata per allungare il vino oppure con l’orzata o la menta).
All’interno del piccolo fabbricato vi era una gran quantità di cassette piene di bottigliette vuote accatastate un po’ alla rinfusa e attrezzature varie che occupavano tutto lo spazio disponibile, mentre nel piazzale esterno giaceva un mastodontico macchinario, di colore giallo, in parte arrugginito, con cinghie, grate e grandi lastre di metallo. Era per noi il famoso “carro armato” sul quale salivamo per condurre le nostre fantasiose “operazioni di guerra”
Nell’area adiacente, occupata in parte da un agrumeto, i reflui della fabbrica avevano creato una sorta di acquitrino da noi ribattezzato “la palude”. Durante i nostri giochi lo attraversavamo utilizzando delle pedane poste in vari punti.
Più a nord dello stabilimento si estendeva invece un grande aranceto, delimitato ai lati da frangivento di cipressi altissimi sui quali ci arrampicavamo (non senza difficoltà) per scrutare il panorama circostante e i tetti del paese.
All’estremità di questo riquadro vi erano numerose piante di nespole e un gran noce; più oltre - là dove l’orto confinava con Su cammiu de Sant’Rabara -  insisteva una struttura in cemento armato con un pozzo profondo diversi metri nel quale vi erano residui di carbone: era una sorta di “fornace” di cui non ho mai saputo il suo  effettivo utilizzo.  
Il lato destro della proprietà, invece, era occupato da Su cunzau de Tzia Silvia, un ampio terreno coltivato generalmente a carciofi, alla cui estremità nord era stata realizzata una stalla dove trovavano ricovero alcuni bovini.  Ricordo che proprio in questo terreno Michele aveva trovato una piccola "figurina" egittizzante (forse in avorio; sicuramente molto antica), che mi aveva mostrato una delle prime volte che andai a casa sua.
Ecco, questa era la geografia del "nostro" territorio; un territorio che, nella nostra fantasia, doveva essere difeso e protetto dai numerosi nemici immaginari.
Come detto, qui passavamo i lunghi pomeriggi primaverili ed estivi. Ci ritrovavamo quasi ogni pomeriggio, dopo pranzo, a casa di Michele (eravamo sempre almeno quattro o cinque amici; tra questi Fabiano, Armando, Pietro, Franco e altri ancora), accolti con straordinaria gentilezza da sua madre, e da qui ci dirigevamo nel nostro territorio.
Raggiungevamo Su Cunzau de Tzia Silvia e percorrevamo il sentiero fino ad arrivare alla siepe nord, vicino alla stalla, dove avevamo creato il nostro quartier generale.
La siepe, larga alcuni metri, era costituita da rovi, arbusti e alberi non più alti di due-tre metri; la loro cima era avvolta da rampicanti che costituivano quasi delle “nuvole” verdi.   All’interno della siepe avevamo creato dei passaggi e piccoli ambienti-rifugio; uno di questi, il più simbolico, era la cosiddetta “armeria”, dove erano conservate le lance e gli archi con le frecce di legno che avevamo costruito. Ci arrampicavamo in cima agli alberi, sopra le “nuvole”, passando agevolmente da una all'altra, controllando il sentiero sottostante e tutta la zona circostante. Era un vero divertimento!
Ogni tanto andavamo "in missione esplorativa" nelle altre zone dell’orto o nelle paludi di “Godzilla” (cosi ribattezzate da Michele), ossia gli acquitrini e i canneti del fiume dall’altra parte di Su cammiu de Sant’Rabara.
Ricordo bene anche i giochi nel cortile di Michele e  nei suoi magazzini, soprattutto quando questi erano pieni di grano e di orzo appena trebbiato che arrivava quasi fino al tetto.
All’ora della merenda, quando l’appetito si faceva sentire, puntuali tornavamo a casa di Michele, dove sua madre ci preparava dei grandi panini che divoravamo con voracità.
Solo a tarda sera rientravo a casa stanco e contento,  immaginando nuovi giochi e avventure per il giorno seguente.
Oggi che quei luoghi della nostra infanzia non esistono più così come erano, inghiottiti in buona parte dalle costruzioni e dal cemento, rimangono i ricordi (addolciti dalla nostalgia e dal passare del tempo) di un periodo spensierato. 


gl

giovedì 20 luglio 2017

Festa di Sant'Anna 2017 - Programma completo


SANT'ANNA
dal 25 al 28 Luglio
Comitato "Quelli del '67 "



MARTEDI’ 25 LUGLIO 
festeggiamenti religiosi
ore 19,00    Vespri
festeggiamenti Civili
ore 22,00   “GARA A CHITARRA” con Maurizio Mocci (Riola S.), Valerio Bazzoni (Usini), Torangelo Salis (Macomer), Franco Dessena (Orosei), Tonino Pira (Nuoro); chitarra: Bruno Maludrottu; fisarmonica: Graziano Caddeo, Alberto Caddeo.

Pratza de i Bàllusu - P.zza La Marmora (ex mercato civico)



MERCOLEDI’ 26 LUGLIO -  (SANT'ANNA)
festeggiamenti religiosi
ore 8,00    Prima Messa
ore 10,00  Processione - S. Messa
festeggiamenti Civili
ore 22,00   FLOYD EXPERIENCE (PINK FLOYD TRIBUTE BAND)  
presso Giardini Pubblici
ore 23.15   S'ARRODA - Spettacolo pirotecnico a cura della ditta "Giorgio Oliva" di Pabillonis.
a seguire: proseguimento Concerto FLOYD EXPERIENCE


 GIOVEDI’ 27 LUGLIO 
festeggiamenti religiosi
ore 8,00    Prima Messa
ore 18,30  Processione - S. Messa
festeggiamenti Civili
ore 22,00    TAMURITA” IN CONCERTO  

presso Giardini Pubblici

 VENERDI’ 28 LUGLIO 
festeggiamenti Civili
ore 22,00   SERATA FOLK con i gruppi:
Gruppo folk proloco SS Lussorio e Archelao Fordongianus;
Gruppo folk Sant Ignazio da Laconi;
Gruppo folk Santu Pedru Baratili S.P.;
Gruppo folk Sa Spiga Siurgus Donigala;
Gruppo folk Femiasa de Campidanu;
Gruppo folk Sa Corona Nuraminis
Accompagna la serata il fisarmonicista Stefano Piras 

Pratza de i Bàllusu - p.zza La Marmora (ex mercato civico)

Durante la serata: estrazione lotteria S.Anna 2017

mercoledì 21 giugno 2017

"E...STATE A RIOLA 2017 - 6a EDIZIONE - PROGRAMMA COMPLETO



Ritorna da sabato 24 giugno  E…STATE A RIOLA 2017 - 6a EDIZIONE”, rassegna di commedie teatrali in lingua sarda e manifestazioni varie organizzate dal Comitato Permanente Riolese e dal Gruppo Teatrale “Arriora".
La rassegna, riproposta dopo un anno di sosta, perde il carattere "itinerante" delle precedenti edizioni. Tutti gli eventi, infatti, si terranno in  P.zza Europa presso il Centro Polivalente. 
Tra le novità di questa sesta edizione, una manifestazione dedicata ai giochi antichi (sabato 1° luglio, dalle ore 19,00) denominata "Zogus de Pratza", organizzata con il supporto dell'Associazione "Attivamente".
Segue il programma dettagliato:


SABATO 24 GIUGNO - Ore 21, 30

CORROS” commedia sarda in tre atti di Mario Deiana
A cura della Compagnia Teatrale “LIMBA E AMENTOS” di Abbasanta
In P.zza Europa (presso Centro Polivalente)
Con rinfresco offerto dal "Gruppo is Amigus".
Conclude la serata l’estrazione a premi


SABATO 01 LUGLIO - Ore 19,00

ZOGUS DE PRATZA” – giochi antichi di piazza
con il supporto dell'Associazione "ATTIVAMENTE” di Riola Sardo
In P.zza Europa (presso Centro Polivalente)
Con rinfresco offerto dal "Gruppo is Amigus".
Conclude la serata l’estrazione a premi


SABATO 15 LUGLIO - Ore 21,30

MARIA CONCEPITA” - commedia sarda di Antonio Garau
A cura della Compagnia Teatrale “TZARRALITANOS” di Bonarcado
In P.zza Europa (presso Centro Polivalente)
Con rinfresco offerto dal "Gruppo is Amigus".
Conclude la serata l’estrazione a premi

  
SABATO 22 LUGLIO - Ore 21,30                   (DA CONFERMARE)   

S'ARICCHESA DE AFFISCEDDU” commedia sarda in tre atti  di Ugo Orrù
A cura della Compagnia Teatrale “ARRIORA” di Riola Sardo
In P.zza Europa (presso Centro Polivalente)
Con rinfresco offerto dal "Gruppo is Amigus".
Conclude la serata l’estrazione a premi




mercoledì 14 giugno 2017

Riola, "1° Trofeo Aironbike - Giro La Madonnina": domina Andrea Pisanu; incoronati i campioni regionali medio fondo.


Il vincitore Andrea Pisanu (foto G. Pisanu)


E' stato Andrea Pisanu della "Asd Antonio Manca" di Ittiri il dominatore del "1° Trofeo Aironbike - Giro La Madonnina", gara ciclistica su strada valida come prova unica di Campionato Sardo Medio Fondo Csain  che si è svolta domenica 11 giugno (con partenza e arrivo a  Riola Sardo) su un percorso impegnativo che si snodava tra la costa centro-occidentale e il Montiferru.
Alla partenza erano presenti circa 90 ciclisti amatoriali provenienti da tutta la Sardegna. 
La gara, come previsto, ha avuto il suo momento clou sui nove chilometri della salita Cuglieri-La Madonnina, all’inizio della quale è partita la fuga di Andrea Lovicu del team "Cicli DeMurtas" e Andrea Pisanu, mentre il resto del gruppo si sfilacciava e si frazionava.
Al traguardo volante della Madonnina Pisanu ha preceduto di misura il compagno di fuga aggiudicandosi il gran premio della montagna. I due hanno poi proseguito di concerto lungo la discesa per S. Lussurgiu e Paulilatino, e ancora nel percorso misto per Bonarcado e Milis, accumulando un buon vantaggio sugli inseguitori. Vantaggio che hanno conservato e gestito anche in pianura negli ultimi quindici chilometri, attraversando Narbolia e giocandosi la vittoria all’arrivo di Riola in una volata a due che ha premiato nuovamente Andrea Pisanu. Terzo assoluto si è classificato Mario Spano del "Cycling Team Gallura".


I Campioni regionali Medio Fondo (foto G.Pisanu)


Il rinfresco e le premiazioni si sono svolte presso la Pasticceria Terra Sarda, con l’assegnazione delle maglie di Campione Regionale di Medio Fondo Csain ai seguenti vincitori di categoria:

Maurizio Bottero , soc. Pul.Sar Threeface (cat Senior 1); Omar Vargiu, soc. Pul.Sar Threeface (cat Senior 2); Massimo Pintori, soc. Pul.Sar Threeface (cat Veterano 1); Simone Seguro, soc. 2000 Ricambi (cat Veterano 2); Gianluca Ibba, soc. Mas Bike (cat. Gentleman 1); Pasquale Piras, soc. UC Simaxis (cat. Super Gentleman A); Valentino Mele, soc. Aironbike Riola (cat. Super Gentleman B); Ludovica Pau, soc. Mas Bike (cat. Donne)

Grande soddisfazione per gli organizzatori dell’Aironbike asd per la buona riuscita dell’evento sportivo che riporta in auge una classica del ciclismo oristanese, premiando gli sforzi della stessa associazione riolese sempre più attiva nella promozione sportiva e del territorio.


Risultati completi

Riola festeggia Don Giacomo (rassegna stampa)

 
L'Unione Sarda 13-06-2017

La Nuova Sardegna 12-06-2017

L'Unione Sarda 21/05/2017

La Nuova Sardegna 05/12/2016










martedì 13 giugno 2017

"1° Trofeo Aironbike - Giro La Madonnina" - Ritorna a Riola una classica del ciclismo amatoriale



L'Aironbike asd di Riola organizza per domenica 11 giugno 2017 il "1° TROFEO AIRONBIKE - GIRO LA MADONNINA", gara ciclistica su strada per cicloamatori, valida come prova Unica di Campionato Regionale Medio Fondo C.S.A.In.
La gara, che rappresenta una classica dei percorsi del ciclismo amatoriale Oristanese, partirà da Riola e si snoderà inizialmente lungo l' Occidentale Sarda (S.S. 292) attraversando le borgate marine di Torre del Pozzo, S’Archittu e S.Caterina di Pittinuri, fino a Cuglieri; proseguirà in montagna sulle strade del Montiferru (SantuLussurgiu, Paulilatino, Bonarcado, Milis, Narbolia) fino a ridiscendere in pianura e raggiungere l’arrivo nuovamente a Riola. 
Alla partenza saranno presenti numerosi cicloamatori del circuito regionale. 
La salita Cuglieri-La Madonnina, lunga circa 9 chilometri, costituirà il banco di prova per i ciclisti che intendono candidarsi alla vittoria finale. 
Dallo scollinamento della Madonnina dove è posto il traguardo volante del gran premio della montagna, tuttavia, mancheranno ancora circa 50 chilometri all’arrivo, e pertanto discesisti e  passisti avranno parecchia strada per poter recuperare e aspirare al successo.
Le premiazioni finali e l’assegnazione delle maglie di campione regionale C.S.A.In. si svolgeranno presso la Pasticceria Terra Sarda dove sarà offerto un rinfresco ai partecipanti.

tornanti lungo la salita Cuglieri-La Madonnina
                                              

PROGRAMMA 

Percorso:
Circa 90 km con partenza e arrivo a Riola Sardo. 
Riola S., Cuglieri, La Madonnina (traguardo volante allo scollinamento), S.Lussurgiu, SP 15-bivio Paulilatino, SP 65-bivio Bonarcado, SP 11-bivio Milis, SP 15-bivio Narbolia, Narbolia, Riola S. 


• Raduno

Ore 8,00 Pasticceria Terra Sarda - via Carducci 1;
Verifica tessere e iscrizioni fino alle ore 9,00; 


• Partenza: alle ore 9,15



• Premiazioni

Assegnazione maglie di campione Sardo Csain Medio Fondo; premio ai primi tre di ogni categoria (eventuale premio al 4° e 5° di categoria con prodotti/oggetti vari) .



Per informazioni: pagina facebook Aironbike Riola; 


mercoledì 26 aprile 2017

Battaglia di Cornus-Perdunghesti: breve lezione del Prof. Zucca (video)



Riola 25 aprile 2017

Il Prof. Raimondo Zucca, archeologo e docente dell'Università di Sassari, in occasione della seconda passeggiata ecologica organizzata a Riola dall'associazione no-profit AttivaMente, ha tenuto una breve ma intensa lezione sulla Battaglia di Cornus (215 a.c.,); battaglia storica che si svolse quasi certamente nelle campagne riolesi, e segnatamente nella località di Perdunghesti
In particolare la Battaglia di Cornus - che si inserisce nel contesto più generale della seconda guerra punica - vide i Sardi opporsi ai Romani, i quali erano da tempo impegnati nell'azione di soppressione della residua resistenza antiromana concentrata in alcune città costiere (la Sardegna  entrò nella sfera d'influenza romana fin dal 238 a.c. e divenne provincia nel 227 a.c.).

Il Professore, nella lezione tenuta davanti agli oltre duecento partecipanti alla passeggiata (tra i quali numerosi bambini), si è soffermato in modo particolare sui luoghi ove presumibilmente si svolse la prima battaglia "di Cornus" (la topografia della battaglia) nonché sui reperti archeologici ritrovati oltre trenta anni fa nei territori di Riola e San Vero Milis. Nello specifico, un'urna cineraria ritrovata a Perdunghesti e i frammenti di un elmo del tipo "montefortino" ritrovati in località imprecisata tra Riola e San Vero Milis.
Alcune novità molto interessanti, ha detto il professore, stanno emergendo dal restauro dell'elmo montefortino, tuttora in corso presso il Centro di restauro della Soprintendenza archeologica di Li Punti (Sassari). 
Le parti dell'elmo, infatti, appartengono a due differenti elmi e non ad uno solo come ritenuto fino ad ora; gli elmi potrebbero far parte dell'armatura di soldati cornuensi (ossia, sarebbero stati in dotazione ai soldati sardi); uno di questi è riccamente decorato e potrà essere ammirato nella sua sede - l'Antiquarium Arborense - non appena terminato il restauro.


Il video





Per saperne di più:
Perdunghesti: la topografia della battaglia di Cornus
Wikipedia Ampsicora
Perdunghesti - il toponimo



mercoledì 2 novembre 2016

Su monti de palla e su monti de trigu. La leggenda de "Is pèdrasa de Sa Marchesa"



Ĩ tempus antigu bivìada ũa marchesa arricca meda meda e tenìada bèĩsi, bestiàmini e dònnia arratza de cosa e donni’annu fadìada arragotta manna de lori. 
Ũ annu fìada ũ annada bella bella e sa marchesa esti andada a s’arzoa innui fìada su trigu trebau e sa palla ammuntõada. Innì s’esti sètzia ĩ d-ũ scannu mannu po castiai i tzaràccusu chi mesuranta su trigu e chi ddu ponìanta ĩ sàccusu e cũ is càrrusu de i bòisi ‘nchi ddu lianta a domu de sa marchesa.
E issàrasa ũa pariga de poburusu de i bìddasa de accanta funti andàusu a s’arzoa de sa marchesa po ddi domandai ũ punzu de trigu paròmini.
Sa marchesa, candu ddus adi bìusu, s’esti arrannegada e ‘nchi ddus adi loràusu de maba manera, nendi ca nd’ìada fattu pagu de trigu e candu Déusu ndi dd’iad ai zau meda ze nd’iad ai fattu de allimusiasa. 
E issàrasa, coment’e ũa spetzi’e maracu, sa marchesa s’esti furriada in d-ũa pedra manna, e su trigu e sa palla  ĩ  montighèddusu de terra chi s’agàttanta ancora. Su de su trigu esti de su sattu de Cràbasa, su de sa palla esti de su sattu de Arriora e de Santeru. (*)

* Si precisa che  Mont'e Palla e Mont'e Trigu fanno entrambi parte del territorio di Riola-Arriora, seppure nella versione della leggenda sopra riportata - adattata in dialetto riolese - siano indicati come appartenenti alle campagne (su sattu) di tre Comuni: Cabras, Riola e San Vero.


Il monte di paglia e il monte di grano 

C’era una volta, tanto tempo fa, una marchesa ricchissima, che possedeva terre, bestiame, grandi campi coltivati a frumento, orti di pere, di mele, di angurie e di susine, e vigne sconfinate e ogni altro ben di dio.
In quell’anno, quello di cui vi raccontiamo, le terre della marchesa diedero così tanti frutti che i contadini non bastavano a raccoglierli, i servi non bastavano ad ammassarli, i magazzini non bastavano a contenerli e le pance della marchesa e dei suoi figli non bastavano a digerirli.
Era ormai la fine del raccolto. La marchesa stava sull’aia a controllare la mietitura del grano: ogni chicco era grande come un limone!
Da una parte c’era ormai un mucchio di grano spagliato, alto come una montagna; dall’altra un covone di paglia che superava di gran lunga l’altezza delle colline vicine.
La marchesa stava seduta su una seggiola, mentre i servi correvano da una parte all’altra sudati e affaticati. Misuravano il grano, lo riponevano nei sacchi e lo caricavano sui carri, trainati da buoi ormai stanchissimi per il troppo lavoro. Servi e buoi, da giorni e giorni, correvano avanti e indietro tra l’aia e il palazzo.
Quel raccolto eccezionale non passò inosservato. La voce si sparse per campagne e città. Alcuni poveri giunsero dai paesi vicini.
Erano di quei poveri che non avevano campi da coltivare a grano, e neanche avevano, a dire il vero, pane da mangiare tutti i giorni. Non avevano né casa né terra.
Andarono dalla marchesa, e chiesero un pugno di grano a testa. Un pugno di grano e nient’altro.
Ma la ricca signora aveva più gioielli che buon cuore.
Quando li vide arrivare, per prima cosa pensò a come toglierseli di torno senza rinunciare a un solo starello di grano. E quindi rispose:
- Benvenuti, benvenuti. Siete sfortunati quest’anno: è andato male il raccolto! La mia terra è stata avara. L’abbiamo tanto lavorata e ci ha male ricambiato. Tornate un altr’anno. Se Dio mi darà un raccolto ricco ce ne sarà anche per voi. Ma il grano di quest’anno basta giusto per me.
Non aveva ancora finito di parlare che, come per incanto, si trasformò in pietra.
Il grano e la paglia, che non aveva voluto donare, si trasformarono in colline di buona terra fertile.
Quella stessa terra, che era nuova nuova, appena nata, e che perciò non apparteneva a nessun marchese o vicerè, fu trasformata in orti, non per magia, ma grazie al duro lavoro delle braccia di quei poveri.
Ne trassero pane e anche companatico. Mangiarono, bevvero e fecero grandi feste. 
La marchesa pietrificata sta ancora lì, e chiunque la può vedere, seduta sulla sedia, con una smorfia avara e ingorda sul volto.


Leggenda tratta dal sito www.ilpostodellefavole.com



Mont'e Trigu

Is perdas de sa marchesa (versione tratta dal sito istituzionale del Comune di Riola Sardo)

Esistono diverse varianti di questa leggenda, la più conosciuta narra che nel periodo in cui esisteva la città di Tharros c'era una ricca marchesa che possedeva un vastissimo territorio nei dintorni della città stessa. 
Questa marchesa seminava tanto grano, però non era mai contenta di quello che produceva. Un giorno, nel periodo in cui gli operai separavano il grano dalla paglia, fece una brutta giornata, tirava poco vento e la marchesa era inquieta. 
Ella era molto egoista ed avara, tanto che non dava mai un soldo ai poveri. Quel giorno, ordinò agli operai di lavorare lo stesso, anche se il vento non era propizio per quel lavoro. 
In quel momento si presentò un poverello per chiedere l'elemosina, ma la marchesa lo cacciò via con brutte maniere. Quel poveretto, che era Gesù, la volle punire e con un miracolo trasformò in colline il mucchio del grano e quello della paglia. 
La marchesa disperata prese la sua carrozza con i cavalli e scappò via verso Tharros, ma a metà strada fu trasformata in pietra. I cavalli corsero a lungo e Gesù li fermò vicino a Santa Caterina e li trasformò in pietra. 
Oggi quel mucchio di grano si chiama Mont'e Trigu e quello di paglia Mont'e Palla e le pietre in cui fu trasformata la marchesa "Is perdas de sa marchesa".

lunedì 17 ottobre 2016

“SINIS BIKING COAST & TOWERS” Straordinaria giornata nel Sinis per gli amanti della mountain bike e del trekking

Ciak, buona la prima!
Il “Sinis Biking Coast & Towers”, manifestazione escursionistica ideata e organizzata dall’associazione Aironbike asd, ha ottenuto un inaspettato successo, sia per quanto riguarda l’escursione mtb, sia per la camminata “Su Cuccuru Mannu-Su Tingiosu" gestita con il supporto e la collaborazione del GVPC di Riola.
Circa 250 bikers provenienti da tutta la Sardegna e 140 “camminatori” ieri hanno approfittato della bella giornata di sole per scoprire le bellezze paesaggistiche, naturalistiche, storiche e archeologiche del Sinis. 


Alle nove del mattino i giardini pubblici di Riola sono stati invasi da “cavallette a due ruote" pronte ad affrontare un percorso di circa 53 km (43 il percorso breve) che si è snodato sugli sterrati del Sinis e nei suoi sentieri costieri toccando numerosi punti di interesse: lo stagno di Is Benas, i promontori di “Scab’e Sai” e Capo Mannu con le antiche torri costiere spagnole, Punta Tonnara e l'Oasi Felina di Su Pallosu, il Parco dei Suoni e della Musica, la Tomba dei Giganti di Su Cuccuru Mannu, le scogliere di Su Tingiosu, la spiaggia di Mari Ermi.
Dopo un breve tour nel centro storico del paese (percorrendo inizialmente il lungofiume e fiancheggiando la Chiesa medioevale di Santa Corona) il serpentone di biciclette ha attraversato la via principale e superato il ponte sul Rio Mar’e Foghe, inoltrandosi nelle campagne riolesi. Il colpo d’occhio era decisamente impressionante.
Nel proseguo del percorso, le numerose soste nei punti panoramici hanno consentito ai bikers di apprezzare gli scenari offerti da questo lembo di terra straordinario che è il Sinis: dalla spiaggia di Is Arenas a cala Su Pallosu, da Sa Mesa Longa a Capo Mannu e l’isola di Mal di Ventre, da Roia Su Canturu a Punta Sa Sturaggia, Mari Ermi, ecc. 
Giunti al Parco dei Suoni e della Musica (realizzato nelle ex cave di arenaria di Su Cuccuru Mannu), i ciclisti hanno potuto ristorarsi grazie al rinfresco offerto dall’organizzazione, per poi riprendere l’escursione lungo le scogliere di Su Tingiosu dove, contemporaneamente, si svolgeva il trekking.








Entrambe le escursioni (mtb e trekking) si sono concluse intorno alle 13.30, con il rientro di tutti i partecipanti a Riola, stanchi ma soddisfatti.
A coronamento della giornata, l’ottimo pranzo preparato per gli escursionisti dall’azienda agricola “La Fattoria” (uno degli sponsor principali della manifestazione) e dall’agriturismo "Bellu-Solinas".

g.l.


giovedì 8 settembre 2016

35° MOTORADUNO DELLA VERNACCIA INTERNAZIONALE D'ECCELLENZA - PROGRAMMA



35° MOTORADUNO DELLA VERNACCIA INTERNAZIONALE D'ECCELLENZA
Riola Sardo, 09 -10 e 11 Settembre 2016
 Moto kart Club Riola


VENERDI 09 SETTEMBRE

Ore 17:00 Inizio manifestazione a Riola Sardo presso i Giardini Pubblici
Ore 18:00 Partenza per il giro turistico (Riola, Sa Rocca Tunda, Mandriola, Putzu Idu, sosta, Su cuccuru Mannu, Riola)
Ore 19:30 Rientro a Riola
Ore 22:00 Serata Musicale


SABATO 10 SETTEMBRE

Ore 10:00 Apertura iscrizioni presso i giardini pubblici;
Ore 11:30 Chiusura iscrizioni e partenza per il giro turistico (Riola, Narbolia, Baratili S.P.,Zeddiani, S.Vero Milis, Milis, Bonarcado, Santu Lussurgiu, San Leonardo, Macomer, Sindia, Suni, Bosa, Bosa Marina, sosta gruppo, Turas, Magomadas, Tresnuraghes, Sennariolo, Cuglieri, Santa Caterina, S'Archittu, Torre del Pozzo, Riola);
Ore 13:30 Sosta con pranzo a BOSA MARINA;
Ore 16:00 Rientro verso Riola;
Ore 17:30 Rientro a Riola e riapertura iscrizioni
Ore 20:00 Chiusura iscrizioni
Ore 20:00 Inizio serata di intrattenimento musicale con i  MY MISSIS, KILL SWITCH, I CRISTAL.


DOMENICA 11 SETTEMBRE

Ore 10:00 Apertura iscrizioni presso i Giardini Pubblici;
Ore 12:13 Chiusura delle iscrizioni e partenza per il giro turistico (Riola, Narbolia, San Vero Milis, Zeddiani, Cabras, Torre Grande Oristano, Donigala, Nurachi, Riola);
Ore 13:30 Rientro a Riola Sardo e premiazioni nazionali e internazionali;
Ore 14:00 Inizio serata di intrattenimento musicale;
Ore 16:00 Premiazioni Regionali;
Ore 17:00 Saluto dei partecipanti.