lunedì 20 maggio 2019

"3° Trofeo Aironbike - Giro La Madonnina": ottimo successo per la gara ciclistica organizzata dall'Aironbike asd


Campioni Regionali Medio Fondo Csain

E’ stata ancora una volta un grande successo la gara ciclistica denominata “3° Trofeo Aironbike – Giro La Madonnina”, valida come prova unica di Campionato Regionale Medio Fondo Csain, svoltasi a Riola Sardo domenica scorsa su uno dei percorsi classici del ciclismo Oristanese. 
Un successo sia da punto di vista sportivo che sotto il profilo dell’organizzazione, curata nei minimi dettagli dall’Aironbike asd che, da alcuni anni, ripropone questa importante manifestazione. 
Ai nastri di partenza erano presenti 95 ciclisti provenienti da tutta la Sardegna che si sono affrontati su un percorso di circa 90 chilometri con 1400 metri di dislivello.
Per la cronaca, la gara non era iniziata sotto i migliori auspici a causa della pioggia battente che, fin dalla partenza, ha accompagnato i ciclisti lungo l’occidentale sarda. Fortunatamente il cielo si è aperto e la giornata è completamente cambiata con un sole splendente che ha asciugato le strade e consentito il proseguimento ottimale della competizione. 
La selezione, come al solito, è avvenuta sui tornanti della salita Cuglieri-La Madonnina, lunga otto chilometri circa. Il gruppetto dei migliori ha preso il largo, incrementando mano a mano il proprio vantaggio. Tra questi Eros Piras (Technobike), Mauro Vacca e Luca Dessi (Karel Sport), Paolo Murroni (Arborea Bike) e Andrea Pisanu (Ciclo Club Antonio Manca), già vincitore della 1° edizione del Trofeo Aironbike e che a Santulussurgiu ha perso contatto a causa di una foratura. 
A circa 25 chilometri dall’arrivo Eros Piras è andato in fuga lasciando la compagnia ed arrivando al traguardo in solitaria, dimostrando ancora una volta il talento e la classe del ciclista di rango. Al secondo posto Mauro Vacca che ha regolato la volata con Paolo Murroni e il compagno di squadra Luca Dessi. Quinto Andrea Pisanu.
Degno di nota anche il 6° posto assoluto dell’unico straniero presente, Francois Cucchi, giunto appositamente dalla Corsica. 

 Mauro Vacca, Eros Piras e Paolo Murroni

Al termine della gara, dopo il rinfresco offerto dall’Aironbike asd presso la Pasticceria Terra Sarda, sono stati premiati i vincitori di ogni categoria ed assegnate le maglie ai seguenti Campioni Regionali di Medio Fondo Csain: 
Saba Fabrizio (Linas Bike Gonnosfanadiga); Arisci Roberto (Dimonios Bike Team); Demelas Antonio (Il Fornaio Macomer); Sanna Luciano (Sama Bike); Carta Andrea (Il fornaio Macomer); Ibba Gianluca (Linas Bike); Atzori Marco (Il Fornaio); Angius Salvatore (Il Fornaio); Mele Valentino (Aironbike Riola); Cherchi Nadia (Dimonios Bike). 
Sono state premiate anche le tre migliori squadre, con un importante premio offerto dallo sponsor tecnico Ajo-Threeface; nell’ordine: Il fornaio Macomer; Dimonios Bike Team e Ciclo Club Antonio Manca
Gli organizzatori, decisamente soddisfatti, hanno tenuto a ringraziare tutti i ciclisti, gli sponsor ed i collaboratori che hanno consentito la buona riuscita della manifestazione in tutti i suoi aspetti.





g.l.

giovedì 14 marzo 2019

"Amart e il lupo" - un racconto di Benedetto Sulas




Tanti e tanti anni fa, quando ancora non esisteva l’orario legale sulla terra, viveva nelle misteriose lande del Sinis di Riola Sardo, in località “Sa Konk’'e s’òmini”, un lupo cattivo dagli occhi di brace e dai denti affilati come punte di ossidiana del monte Arci. I genitori di questo lupo erano buoni e laboriosi, ma il loro figlio era diventato cattivo, forse a causa della scuola che aveva frequentato.
Questa belva famelica terrorizzava i bambini di tutta la regione. Non raramente, secondo quanto raccontano gli annali di quel periodo, non pochi bimbi erano finiti nelle sue fauci infuocate, dove venivano stritolati e ridotti in poltiglia.
Il lupo, di nome Liuku, era originario della lontanissima isola di “Maldifegato”. Era arrivato sulle coste di “Cuccurumannu”, nuotando sul dorso, a rana e a rana sul dorso.
Un giorno una bambina di nome Amart, bellina come un fiore primaverile, che si era avventurata in campagna da sola, alla ricerca di more di rovi, per fare “medra in Kanneddu”, scorse il lupo, da lontano. A stento trattenne il fiato, e le sue gambe diventarono molli e tremolanti. Per fortuna Liuku non la vide, perché soffriva di fotofobia ed era abbagliato dal sole.
Amart tornò a Riola spaventatissima. Andò subito a trovare un suo amico gatto, di nome Calzaghe, che era appena rientrato dalla vicina località di “Is croviazzus”, dove aveva seguito dei corsi di perfezionamento di lotta gattesca.
Calzaghe incoraggiò la sua giovane amica e le chiese di condurlo dove aveva visto Liuku.
Amart acconsentì e, una fresca mattina d’estate, prestissimo, passando per antichi sentieri e camminando tra le lumache, che ritraevano le corna per la paura, arrivarono in vista della casa di Liuku.
La bimba si fermò a circa cinquecento metri sardeschi, mentre Calzaghe, coraggiosamente, si avvicinò alla casa del lupo e col suo bastone da passeggio colpì violentemente la porta. Il lupo usci ringhiando e mostrando la sua temibile dentatura. Inizio a saltare cercando di azzannare alla gola Calzaghe, ma questi lo schivò lestamente, poi lanciò contro gli occhi di Liuku un secchio pieno d’acqua.
Intanto Amart, ben nascosta, osservava tutta la scena con un potente cannocchiale che tzia Tzinniga, moglie di Calzaghe le aveva regalato. Vide il lupo che brancolava, a causa degli occhi ormai spenti. Poi vide Calzaghe che si lanciava contro il lupo.
Il gatto, con i suoi 16 artigli, sctr, lacerò i cristallini degli occhi di Liuku. Poi con i suoi 47 denti,  khh, azzannò il lupo alla gola. Invano Liuku, ormai cieco, si dibatteva e vanamente i suoi aguzzi denti digrignavano all’aria. Il morso soffocante di Calzaghe non gli dava tregua. Amart quando vide l’esito della lotta si avvicinò. Adesso provava pietà per Liuku. Chiese a Calzaghe di non ammazzarlo, ma ormai il lupo esalava gemiti di morte.
Così morì il lupo. Tredicimila pidocchi lo piansero per 40 giorni e 40 notti. Amart per un periodo fu triste e,  in segno di lutto portò al braccio un braccialetto scuro. Calzaghe divenne un eroe e per un certo tempo fu rispettato da tutti. Prima dei funerali settantamila formiche vestirono Liuku con corteccia di cisto e gli misero al collo un rosario di falangette di millepiedi.
Poi arrivo il prete viola con la croce e l’aspersorio.




Note:
1)      Il nome Calzaghe, secondo gli studiosi, deriva dal sumero e significa “zuru ka ti okku”;
2)      Medra in Kanneddu” letteralmente “merda in piccola canna”. Specialità di more schiacciate, che sostituiva le brioches, molto diffusa a Riola fino a qualche tempo fa.
3)      Il suono “sctr” imita il rumore delle unghie che dilaniano;
4)      Il suono “khh” è il rumore dei denti che affondano sull’avversario. Per pronunciarlo bene bisogna far finta di vomitare come fanno i semitici col suono gutturale ‘ain.  

Racconto di Benedetto Sulas - Tutti i diritti riservati



venerdì 28 dicembre 2018

Alessandro Enna protagonista dei prossimi eventi dedicati a sa Cantzoni Longa Crabarissa



Alessandro Enna, novello “cantadore” riolese di sette anni, sembra non volersi fermare più. Dopo il bell’esordio del luglio scorso sul palco del suo paese d’origine in occasione della festa di Sant’Anna, sarà infatti tra i protagonisti dei prossimi eventi dedicati a sa Cantzoi Longa Crabarissa e agli altri canti popolari sardi.
Il primo appuntamento è previsto per la serata del 30 dicembre presso il Centro Polivalente di  Cabras nell’ambito del “1° Memorial Giuseppe e Matteo Pinna Lamora” organizzato dal  Gruppo Lamora e dall’Associazione Culturale e Folklorica A Sa Crabarissa, con il patrocinio del Comune lagunare.



La serata  vuole essere un omaggio ai  due principali esponenti de Sa Cantzoi Longa Crabarissa, Giuseppe Pinna Lamora, autore delle più belle e significative cantzonis, e Matteo Pinna Lamora, interprete fedele della tradizione orale cabrarese (*), nonchè un'occasione per far conoscere e rilanciare un genere poetico-musicale originale  che fa parte della nostra cultura popolare.
Alessandro, pronipote del cantadore  cabrarese Michele Madeddu,  sarà uno degli ospiti più attesi insieme ad alcuni dei più importanti interpreti del canto tradizionale: Maurizio Mocci,   Peppino Vacca e Daniele Giallara (cantadoris), Giovanni Casu Paui (launeddas), Corrado Pusceddu (mandolino, chitarra e armonica a bocca),  Piero Manca (fisarmonica), Mario Careddu (Chitarra), il coro popolare di Solanas “Santa Barbara”-.
Il 12 Gennaio Alessandro sarà ancora  impegnato a Cabras nella manifestazione denominata “Sa Gara, dal Campidano al Logudoro” organizzata dal Comitato Festeggiamenti  Sacro Cuore 2019. Saranno presenti, oltre ai cantadores locali (Alessandro, Maurizio Mocci, Peppino Vacca) i cantadores logudoresi, tra i quali Emanuele Bazzoni,  Antonio Porcu e Daniele Giallara.

In bocca al lupo Alessandro !




(*) Come ha scritto  l’etnomusicologo Corrado Pusceddu, Sa Cantzoi Longa Crabarissa  è un genere diffuso a Cabras e dintorni a partire dal secondo dopoguerra che rappresenta una delle eccellenze del panorama musicale locale.  Si tratta di brani composti da numerose strofe che richiedono un tempo di esecuzione che può andare dai 15-20 minuti fino a oltre 45 minuti. I contenuti dei testi, predisposti in forma poetica,  si rifanno alla quotidianità del paese con temi ironici, sarcastici o parodistici, ma anche di carattere serio o triste. L’accompagnamento musicale tradizionalmente  è costituito dalle launeddas  e da altri strumenti quali chitarra o fisarmonica.

domenica 11 novembre 2018

Is còzusu de Santu Mattĩu 'e Arriora



estratto dal libro "Goggius" del Sacerdote riolese Giovanni Sechi (raccolta completa di lodi sacre in lingua sarda)


SAN MARTINO Vescovo Patrono di Riola
___________
I.
Taumaturgu prodigiosu
De sos eregios terrore
Martinu Santu gloriosu
Siades nostru intercessore.



1- In Sabarìa fistis nadu
De idolatras paganos
In edade de pagos annos
Tant’amenu fist istadu;
Fidel’hazis cunservadu
Su virginale candore.

2 - Pro sa santa idolatria
Babbu ostru appassionadu
Dogni mediu hat impleadu
Pro bos ponner in porfia
Sa fide chi professaia
De s’Eternu Redentore.

3 - Ipse si sforzat invanu
De bos poder deviare
A Christos de adorare
Militende cun Giulianu,
Ma costante e fittianu
Servestis a su Signore.

4 - Intrende in d’una cittade
Non ancora battizzadu,
A unu poveru ispozadu
Chi bos dimandat caridade
De sa veste sa metade
Li destis cun grande amore.

5 - De sa propria rivestidu
Intro sa notte sighente
Bos cumparet s’Onnipotente
De anghelos circuidu
Chi hat tantu applaudidu
Cuss’eroicu favore.

6 - In edade ‘e degheott’annos
Bos fetistis battizare
Determinad’è lassare
Su mundu cun sos ingannos
De perfettos cristianos
Bos fettende imitadore.

7 - De sa milizia esentadu
De sos potentes de sa terra
Fatestis un’aspra gherra,
A su corpus delicadu
E gasi mortificadu
Avanzestis cun piùs fervore.

8 - Ritiradu in su desertu
Cun grandes austeridades
Su camminu praticades
De virtudes su piùs certu
Ca de veras sezis fertu
Cun fleccias de santu amore.

9 - Viudada de preladu
Sa cittade de Turrone
De s’umile religione
Ue fistis ritiradu
Bos elevat a su gradu
D’esserli babbu e pastore

10 - Non appenas elevadu
A unu gradu tantu mannu
A destruire s’ingannu
S’impignu bostru est istadu
Fin a bider atterradu
Dogni ereticu furore.

11 - Seduttu Valentinianu
Dae sa muzere Giustina
Contra sa lee divina
A difender s’arianu
Persighit su cristianu
Cun edittos de rigore.

12 - Ma s’umana nobilesa
A una prova tantu dura
De s’anima tottu pura
In abbatter sa firmesa
E a trattare est arresa
Attazianu pro timore.

13 - Non appenas hat connotu
Su male chi hat operadu
Chi contritu e umiliadu
Su coro sou de unu tottu
Pianghet senza cunfortu
Pro purificare s’errore.

14 - De arianos circundadu
Su superbu regnante
Si bettad Martinu anante
Ch’invisibile est intradu
Attordidu e ispantadu
Cambiat s’ira in amore.

15 - Cust’eroe celestiale
S’infiammat de santu fogu
E penetrat in su logu
De su tronu imperiale
E cun boghe angelicale
Riprendet s’imperadore.

16 - Bos ispirat s’Onnipotente
Predicare a babbu ostru
Ma ribelle e indispostu
Morit ipse impenitente,
Mamma ostra piùs prudente
Abbandonesit s’errore.

17 - De predicare abbattidu
E de s’aspera penitenza
Ma piùs de sa veemenzia
De s’amore già finidu
Si preparat a su cumbidu
De s’Eternu Salvadore.

18 - Sende in s’ultim’agonia
De custa vida mortale
Cudd’ispiritu infernale
Si presentat cun osadìa
Pro lu tenner in cumpagnia
In s’infernale rigore

19 - Appenas lu iet intradu
Li narat già moribundu:
Bae bestia a su profundu
De s’inferru cundennadu;
Nende custu est ispiradu
In bratzos de su Signore.

20 - Appenas fistis ispiradu
Cun resones uguales,
De sos coros angelicales
Sezis bois disizadu
De bos tennes collocadu
In s’eternu resplendore

21 - Già chi tanta caridade
Sende in vida os infiammada
Dade nos una mirada
Dae su chelu cun piedade,
De male nos liberade,
Nos siades protettore.

Già chi in chelu gloriosu
Regnades cun su Signore
Martinu santu gloriosu
Siades nostru intercessore.

sabato 4 agosto 2018

"Su Comitadu de su duamila e degheotto" di Efisio Bellu





Su Comitadu de su duamila e degheotto
Po Sant'Anna a' fattu bella festa
Deo arregistrada ge la potto
S'arroda chi agi fattu nontesta
Sempre a Sant'Anna ge s'invoco
De si salvare de ogni tempesta
S'auguro chi bos fatzo a betzo mannos
De arrivare tottus a chent'annos.


Efisio Bellu

martedì 31 luglio 2018

Successo per la mostra fotografica "Sant'Anna 'e Arriora"



Si è chiusa sabato 28 luglio la mostra di fotografie storiche “Sant’Anna ‘e Arriora”, organizzata dal Comitato “1968 Sa Leva” e curata dal fotografo riolese Francesco De Faveri, con la collaborazione della Biblioteca Comunale.
La mostra, ospitata nell’antica chiesa medioevale di Santa Corona, aperta durante i giorni della Festa di Sant’Anna, ha registrato un gradimento che è andato al di là delle aspettative degli organizzatori. 
Le fotografie, provenienti dall’archivio della Biblioteca, da collezioni private e album di famiglie riolesi, hanno ripercorso circa ottanta anni di storia della Festa, dal 1934 al 2017. 
In particolare, le immagini storiche della processione di Sant’Anna, viste in sequenza cronologica, grazie all'ottimo allestimento di De Faveri, hanno testimoniato l’evoluzione dei costumi e delle tradizioni, oltre che le trasformazioni urbanistiche del paese. 



I molti riolesi che hanno visitato la mostra hanno potuto fare un viaggio emozionale nel passato, riscoprendo luoghi, riconoscendo parenti e amici,  spesso rivedendosi in immagini di cui non conoscevano l’esistenza.
Tra i personaggi presenti in molte  fotografie si potevano riconoscere Tziu Effi Luisu Motzi, famoso fisarmonicista, e Vincenzo Bellu noto “Su Buffu”, grande suonatore di launeddas ((i sõusu de canna), entrambi riolesi doc, animatori delle processioni e delle feste di piazza per molti anni.  
In conclusione, possiamo dire che il  successo della mostra testimonia ancora una volta l'importanza di preservare la memoria storica, quale elemento fondamentale della nostra identità da trasmettere alle nuove generazioni.


Nella serata del 26 luglio, giorno di Sant’Anna, la mostra è rimasta aperta fino a mezzanotte, consentendo ai frequentatori di godere lo spettacolo de S’Arroda (i tradizionali fuochi artificiali di Riola) da una posizione privilegiata, in una cornice straordinaria.

g.l.

lunedì 30 luglio 2018

Festa di Sant'Anna 2018 - Esordio di Alessandro Enna nel canto a chitarra


Alessandro Enna con Maurizio Mocci

Una delle sorprese più belle della Festa di Sant’Anna 2018, organizzata dal Comitato "1968 Sa Leva", è stata l’esordio del piccolo “cantadore” riolese Alessandro Enna nella “gara a chitarra” svoltasi sabato 28 luglio in una piazza La Marmora gremita di pubblico come non si vedeva da tempo, sotto l’occhio attento e incuriosito dei più grandi cantadores sardi: Emanuele Bazzoni, Daniele Giallara, Franco Dessena e il riolese Maurizio Mocci, accompagnati dalla chitarra di Bruno Maludrottu e dalla fisarmonica di Graziano Caddeo. 

Alessandro, sette anni, una passione per i canti tradizionali sardi trasmessa dalla nonna paterna, figlia del cantadore cabrarese Michele Madeddu, non ha avuto paura di affrontare il palco. Ha atteso il suo momento concentrato e, in coppia con Maurizio Mocci, ha intonato la canzone “Sa Giminera” dell’autore Giuseppe Pinna noto "La Mora". 

Tutti gli spettatori, compresi i genitori Mauro e Anna in prima fila, hanno seguito con attenzione e un po' di emozione l’esibizione, applaudendo a scena aperta. 
Al termine anche i grandi del canto sardo hanno riservato alla giovane promessa parole lusinghiere e di incoraggiamento. 

Noi riolesi, orgogliosi di Alessandro, ci auguriamo di rivederlo l’anno prossimo ancora nel palco di Riola e, in un futuro non lontano, nei palchi di tutta la Sardegna.


targa ricordo del Comitato

articolo de L'Unione Sarda 01/08/2018

articolo de La Nuova Sardegna 03/08/2018

g.l.


domenica 15 luglio 2018

Festa di Sant'Anna 2018 - Programma Completo



SANT'ANNA 2018
Riola Sardo
dal 25 al 29 Luglio
A CURA DEL  COMITATO SANT’ANNA  “1968 SA LEVA”


festeggiamenti religiosi
Mercoledì 25 luglio 
ore 19,00    Vespri

Giovedi 26 luglio
ore 8,00    Prima Messa
ore 10,00  Processione e  Santa Messa

Venerdì 27 luglio
ore 18,30  Processione e Santa Messa


festeggiamenti Civili

 Mercoledì 25 luglio 
- ore 18,30  Apertura della MOSTRA FOTOGRAFICA “SANT’ANNA ‘E ARRIORA” - fotografie storiche della festa -  a cura del Comitato “1968 Sa Leva” e di Francesco De Faveri,  in collaborazione con la Biblioteca Comunale di Riola Sardo   
(Chiesa medioevale di Santa Corona – Crésia de Santa Canõa)

- ore 22,00   GARA POETICA SARDA  con i poeti Saverio Sodde (Ilbono), Giovanni Carta (Ardauli), Cristoforo Muntone (Fonni),  accompagnati dai Tenores di Sorgono 
(p.zza La Marmora - Pratza de i bàllusu)

Giovedi 26 luglio
- ore 22,00  BRINCA - Gruppo etno-folk (Giardini Pubblici)
- ore 23.15  S'ARRODA - Spettacolo pirotecnico a cura di Giorgio Oliva – Pabillonis  (Parco Lungofiume – Bass’e Crésia);
a seguire proseguimento serata con il Gruppo BRINCA

Venerdì 27 luglio
- ore 22,00   ZIRICHILTAGGIA - Tributo a Fabrizio de André  (Giardini Pubblici)
-ore  23,30   ZAMAN IN CONCERTO -  Gruppo Afro-Reggae  (Giardini Pubblici)

Sabato 28 luglio
- ore  19,00  Conferenza storica “RIOLA SULLE RIVE DEL MARE FOGHE” a cura del Prof. Raimondo Zucca (Parco giochi Via Montessori - adiacente  Chiesa medioevale Santa Corona)

- ore 22,00  Serata di  CANTI A CHITARRA  con i cantadores  Emanuele Bazzoni, Daniele Giallara, Franco Dessena, Maurizio Mocci; chitarra: Bruno Maludrottu; fisarmonica: Graziano Caddeo.  Nell’intervallo ballo sardo cantato da Tonino Pira, accompagnato dall’organetto di Alberto Caddeo   (p.zza La Marmora - Pratza de i bàllusu)
Durante la serata estrazione dei biglietti vincenti della lotteria di S.Anna 2018

Domenica 29 luglio
- ore 21,30  SAGGIO DI DANZA SPORTIVA DELLA SCUOLA ARIKA DANCE, in collaborazione con la palestra BODY LINE di Riola Sardo  (Piazza Europa)

martedì 12 dicembre 2017

Riola Sardo 17 Dicembre - Mercatini Natalizi: presente il nuovo Comitato Sant'Anna "1968 Sa Leva"



Giunti quasi al termine del  2017, nel Novembre scorso si è costituito a Riola il nuovo Comitato per il festeggiamenti di Sant’Anna 2018.
Sarà il gruppo dei “ragazzi” nati nel 1968 che avrà l’onore e l’onere di organizzare la Festa della Santa Patrona, seguendo un’usanza che negli ultimi anni ha visto le Leve 1964, 1966 e 1967 avvicendarsi e passarsi il testimone. 
La Festa, che cade il 26 luglio, è molto sentita dai Riolesi sia dal punto di vista religioso, con la messa di Sant’Anna e la storica processione per le vie del paese, sia per quanto riguarda i festeggiamenti civili che raggiungono il culmine con i tradizionali fuochi d’artificio de “S’Arroda”. 
Il Comitato “1968 Sa Leva”, guidato dal Presidente Franco Mele e costituito da circa 20 componenti, si propone di realizzare nel corso dell’anno diversi eventi e iniziative per la raccolta fondi, in modo tale da assicurare la migliore riuscita della Festa. 

locandina Mercatini Natalizi

La presentazione del Comitato avverrà il prossimo 17 Dicembre, con la partecipazione ai Mercatini Natalizi organizzati a Riola dall’Associazione culturale “AttivaMente”
I “ragazzi” del ’68, per l’occasione, predisporranno uno stand dove serviranno i “Parafrittusu di Sant’Anna” accompagnati dal vino locale, dalla vernaccia e dalla birra.
Alla manifestazione parteciperanno numerosi espositori di dolci, prodotti locali, artigianali e artistici, con tanta musica, balli e divertimenti per i bambini; non mancheranno inoltre le tradizionali caldarroste.
I componenti del Comitato invitano tutti i riolesi (e non) a visitare i Mercatini Natalizi e a dare il proprio sostegno all’iniziativa.

g.l.

martedì 14 novembre 2017

Santa Corona: l'antica statua lignea

la statua di Santa Corona

Vista così, senza  veste  parrucca e corona,  sembra quasi un burattino di legno, un “pinocchio” realizzato dalle mani di un abile “mastro Geppetto”.
Si tratta invece dell’antica statua lìgnea di Santa Corona 1), conservata nella casa parrocchiale di Riola insieme ad una decina di altre statue dismesse,  altrettanto antiche.
La statua, alta circa 120-130 centimetri, in origine era costituita dal solo busto; in seguito sono state aggiunte le braccia, il resto del tronco (che termina con  una sorta di gonnellina) e  tre “gambe” di supporto costituite da asticelle squadrate 2), più il basamento.  
L'incarnato delle mani, del collo e del  viso sono di un colore bianco ombreggiato di rosso,  le labbra sottili  rosse, gli occhi grandi neri, le sopracciglia sottili anch'esse nere.  Nella parte superiore della testa è presente un foro che serve per fissare la corona.


Il simulacro è senz'altro molto antico. Si tratta quasi certamente della statua la cui  presenza nella Chiesa di Santa Corona (ex Parrocchiale San Martino) è documentata già dalla fine del ‘700 nel verbale della visita pastorale dell’Arcivescovo di Oristano,  Don Luis Cusani de Saliano, del maggio  1791. Tra le disposizioni impartite dall’Arcivescovo al fine di ampliare, restaurare, sistemare e rendere più decorosa la Chiesa  troviamo scritto:  
Visitada la Sacristia, mandamos:…….. , ordenamos quitarse la veste de S.ta Corona, y ponerse una otra, y en el mientras quedar su altar interdicho” (Visitata la Sacrestia comandiamo:…….. ordiniamo di togliere la veste di Santa Corona e mettegliene un’altra e intanto lasciarla sull’altare interdetto).
Dodici anni più tardi, nella successiva visita pastorale dell’Arcivescovo Don Francisco Maria Sisternes de ObIites del maggio 1803, vengono impartite ulteriori disposizioni riguardanti la stessa Chiesa Parrocchiale, tra le quali la seguente: 
quedando enterdicho, como fuè ordenado el la ultima visita, el altar de S.ta Corona, mandamos trasladarse a su tempo el Bulto de dicha Sancta a la Iglesia de S.Anna destinada por nueva Parroquia(restando interdetto, come fu ordinato nell’ultima visita, l’altare della Santa Corona, comandiamo di trasferire al suo tempo la statua/busto di detta Santa alla Chiesa di S. Anna, destinata a nuova parrocchia).  
Nella stessa visita pastorale, come si rileva dalla lettura del relativo verbale,  viene data disposizione circa l’altare/nicchia della nuova Chiesa di Sant’Anna dove la Santa dovrà essere sistemata.
Probabilmente la statua risale al ‘600 o alla prima metà del ‘700.  Il culto di Santa Corona a Riola, peraltro, risale ad un periodo molto più antico e cioè al periodo giudicale  (XI-XII sec.) quando fu edificata la Chiesa intitolata proprio a Sancta Corona de ‘rRivora.


Note:
1) Corona=Stefania. La vita e il martirio di Santa Corona sono in gran parte avvolti nella leggenda; sappiamo con certezza che morì all’ età di sedici anni e che la sua vita è strettamente legata a quella di San Vittore; la loro storia si aggira intorno al 171 d.C.  Santa Corona si festeggia il 14 maggio.
2) Il sistema di sorreggere una statua/busto con delle aste viene detto in sardo "incannugadura"; in questi casi si dice che la statua è "incannugada".


Si ringrazia Don Antioco Ledda.

Testi consultati: Zenti Arrioresa di Claudio Nello Zoncu



Testo a cura di Gilberto Linzas

giovedì 2 novembre 2017

I toponimi del territorio di Riola - a cura di Benedetto Sulas


"Taccu", "Praucchi","S'Arròia", "Orgoeddu"

estratto mappa IGM  (cliccare sulla foto per ingrandire)

TACCU: 
Località a sud-est di Riola. Secondo gli studiosi è termine pre-romano. Significa piccolo tavolato roccioso.

PRAUCCHI:
E’ contrazione con metatesi di “paui drucchi” (palude dolce), con esito parallelo a “prisucchi”, "pisu drucchi" (pisello; veg.) Praucchi è vicino a Taccu.

S’ARRÒIA
“Arròia”  è parola paleosarda. Significa pozzanghera, rigagnolo, rio.  S’Arròia è situata a nord est di Riola, vicino a Santu Chirigu.

ORGOEDDU: 
Lat. Orguellus. Secondo gli studiosi il prefisso ORG significa "zona acquitrinosa", "palude", "acqua". Orgoeddu avrebbe dunque il significato di "piccola palude".


Testo a cura di Benedetto Sulas


lunedì 4 settembre 2017

Ricordi d’infanzia: "L’ORTO DI MICHELE" - di Gilberto Linzas


L'Orto di Michele - ortofoto 1977 (cliccare sulla foto per ingrandire)

Tra i luoghi importanti della mia infanzia, uno in particolare è rimasto impresso nella mente e nel cuore: l’Orto di Michele.  Un luogo che è stato campo di battaglie, di scorrerie e divertimenti, luogo dove prendevano forma e vita le fantasie e i sogni di un gruppo di ragazzini.
Tutto ebbe inizio intorno alla metà degli anni '70, tra i banchi di scuola delle elementari, la dove generalmente nascono le prime amicizie, quei legami che rimangono nel tempo.  
Ogni mattina davanti al grande edificio scolastico di via Roma  io e i miei compagni, col grembiule nero e il fiocco,  ci ritrovavamo nel piazzale prima che suonasse la campanella  e iniziavamo a parlare di calcio, di fumetti e di film visti alla televisione, immaginando imprese avventurose.
La scuola non era molto distante da casa mia. Per raggiungerla prendevo la scorciatoia, un sentiero sterrato che, fiancheggiando una lunga siepe di fichidindie, attraversava due grandi campi incolti (is cunzàusu) dove ora sorgono la caserma dei carabinieri e le scuole medie. 
L’edificio scolastico -  risalente agli anni ’30 del secolo scorso - appariva all'improvviso maestoso, con l’ampio cortile  circondato da un alto e spesso muro di cinta e da imponenti alberi di eucalipto sui lati (muro sopra il quale spesso salivamo per rincorrerci e  giocare con cerbottane di canna all’ombra dei grandi eucalipti).
Uno dei miei più cari amici di allora era Michele, appassionato come me di fumetti. Aveva un vero talento per il disegno; ricordo ancora una bella raffigurazione di Tarzan fatta in prima o seconda elementare e dei fantastici fumetti - realizzati nel periodo delle scuole medie - sceneggiati e disegnati su un quaderno scolastico con grande maestria.
La casa di Michele era sulla stessa via della scuola, a circa duecento metri di distanza, in direzione di Baratili.  Ed è proprio dietro il suo cortile che si estendeva il famoso “Orto”, una vasta proprietà appartenente a più famiglie che sarebbe divenuta il nostro parco-giochi, rifugio di tanti pomeriggi primaverili ed estivi.  
Dal sentiero a lato della casa si raggiungeva l’area dell’ex stabilimento di gazzose; stabilimento che aveva funzionato  credo  fino ai primi anni settanta; ricordo ancora le caratteristiche bottigliette di vetro con la scritta F.lli Zoncu distribuite in tutto il paese su cassettine di legno (molto richieste soprattutto durante il periodo estivo; la gazzosa allora era utilizzata per allungare il vino oppure con l’orzata o la menta).
All’interno del piccolo fabbricato vi era una gran quantità di cassette piene di bottigliette vuote accatastate un po’ alla rinfusa e attrezzature varie che occupavano tutto lo spazio disponibile, mentre nel piazzale esterno giaceva un mastodontico macchinario, di colore giallo, in parte arrugginito, con cinghie, grate e grandi lastre di metallo. Era per noi il famoso “carro armato” sul quale salivamo per condurre le nostre fantasiose “operazioni di guerra”
Nell’area adiacente, occupata in parte da un agrumeto, i reflui della fabbrica avevano creato una sorta di acquitrino da noi ribattezzato “la palude”. Durante i nostri giochi lo attraversavamo utilizzando delle pedane poste in vari punti.
Più a nord dello stabilimento si estendeva invece un grande aranceto, delimitato ai lati da frangivento di cipressi altissimi sui quali ci arrampicavamo (non senza difficoltà) per scrutare il panorama circostante e i tetti del paese.
All’estremità di questo riquadro vi erano numerose piante di nespole e un gran noce; più oltre - là dove l’orto confinava con Su cammiu de Sant’Rabara -  insisteva una struttura in cemento armato con un pozzo profondo diversi metri nel quale vi erano residui di carbone: era una sorta di “fornace” di cui non ho mai saputo il suo  effettivo utilizzo.  
Il lato destro della proprietà, invece, era occupato da Su cunzau de Tzia Silvia, un ampio terreno coltivato generalmente a carciofi, alla cui estremità nord era stata realizzata una stalla dove trovavano ricovero alcuni bovini.  Ricordo che proprio in questo terreno Michele aveva trovato una piccola "figurina" egittizzante (forse in avorio; sicuramente molto antica), che mi aveva mostrato una delle prime volte che andai a casa sua.
Ecco, questa era la geografia del "nostro" territorio; un territorio che, nella nostra fantasia, doveva essere difeso e protetto dai numerosi nemici immaginari.
Come detto, qui passavamo i lunghi pomeriggi primaverili ed estivi. Ci ritrovavamo quasi ogni pomeriggio, dopo pranzo, a casa di Michele (eravamo sempre almeno quattro o cinque amici; tra questi Fabiano, Armando, Pietro, Franco e altri ancora), accolti con straordinaria gentilezza da sua madre, e da qui ci dirigevamo nel nostro territorio.
Raggiungevamo Su Cunzau de Tzia Silvia e percorrevamo il sentiero fino ad arrivare alla siepe nord, vicino alla stalla, dove avevamo creato il nostro quartier generale.
La siepe, larga alcuni metri, era costituita da rovi, arbusti e alberi non più alti di due-tre metri; la loro cima era avvolta da rampicanti che costituivano quasi delle “nuvole” verdi.   All’interno della siepe avevamo creato dei passaggi e piccoli ambienti-rifugio; uno di questi, il più simbolico, era la cosiddetta “armeria”, dove erano conservate le lance e gli archi con le frecce di legno che avevamo costruito. Ci arrampicavamo in cima agli alberi, sopra le “nuvole”, passando agevolmente da una all'altra, controllando il sentiero sottostante e tutta la zona circostante. Era un vero divertimento!
Ogni tanto andavamo "in missione esplorativa" nelle altre zone dell’orto o nelle paludi di “Godzilla” (cosi ribattezzate da Michele), ossia gli acquitrini e i canneti del fiume dall’altra parte di Su cammiu de Sant’Rabara.
Ricordo bene anche i giochi nel cortile di Michele e  nei suoi magazzini, soprattutto quando questi erano pieni di grano e di orzo appena trebbiato che arrivava quasi fino al tetto.
All’ora della merenda, quando l’appetito si faceva sentire, puntuali tornavamo a casa di Michele, dove sua madre ci preparava dei grandi panini che divoravamo con voracità.
Solo a tarda sera rientravo a casa stanco e contento,  immaginando nuovi giochi e avventure per il giorno seguente.
Oggi che quei luoghi della nostra infanzia non esistono più così come erano, inghiottiti in buona parte dalle costruzioni e dal cemento, rimangono i ricordi (addolciti dalla nostalgia e dal passare del tempo) di un periodo spensierato. 


gl

giovedì 20 luglio 2017

Festa di Sant'Anna 2017 - Programma completo


SANT'ANNA
dal 25 al 28 Luglio
Comitato "Quelli del '67 "



MARTEDI’ 25 LUGLIO 
festeggiamenti religiosi
ore 19,00    Vespri
festeggiamenti Civili
ore 22,00   “GARA A CHITARRA” con Maurizio Mocci (Riola S.), Valerio Bazzoni (Usini), Torangelo Salis (Macomer), Franco Dessena (Orosei), Tonino Pira (Nuoro); chitarra: Bruno Maludrottu; fisarmonica: Graziano Caddeo, Alberto Caddeo.

Pratza de i Bàllusu - P.zza La Marmora (ex mercato civico)



MERCOLEDI’ 26 LUGLIO -  (SANT'ANNA)
festeggiamenti religiosi
ore 8,00    Prima Messa
ore 10,00  Processione - S. Messa
festeggiamenti Civili
ore 22,00   FLOYD EXPERIENCE (PINK FLOYD TRIBUTE BAND)  
presso Giardini Pubblici
ore 23.15   S'ARRODA - Spettacolo pirotecnico a cura della ditta "Giorgio Oliva" di Pabillonis.
a seguire: proseguimento Concerto FLOYD EXPERIENCE


 GIOVEDI’ 27 LUGLIO 
festeggiamenti religiosi
ore 8,00    Prima Messa
ore 18,30  Processione - S. Messa
festeggiamenti Civili
ore 22,00    TAMURITA” IN CONCERTO  

presso Giardini Pubblici

 VENERDI’ 28 LUGLIO 
festeggiamenti Civili
ore 22,00   SERATA FOLK con i gruppi:
Gruppo folk proloco SS Lussorio e Archelao Fordongianus;
Gruppo folk Sant Ignazio da Laconi;
Gruppo folk Santu Pedru Baratili S.P.;
Gruppo folk Sa Spiga Siurgus Donigala;
Gruppo folk Femiasa de Campidanu;
Gruppo folk Sa Corona Nuraminis
Accompagna la serata il fisarmonicista Stefano Piras 

Pratza de i Bàllusu - p.zza La Marmora (ex mercato civico)

Durante la serata: estrazione lotteria S.Anna 2017

mercoledì 21 giugno 2017

"E...STATE A RIOLA 2017 - 6a EDIZIONE - PROGRAMMA COMPLETO



Ritorna da sabato 24 giugno  E…STATE A RIOLA 2017 - 6a EDIZIONE”, rassegna di commedie teatrali in lingua sarda e manifestazioni varie organizzate dal Comitato Permanente Riolese e dal Gruppo Teatrale “Arriora".
La rassegna, riproposta dopo un anno di sosta, perde il carattere "itinerante" delle precedenti edizioni. Tutti gli eventi, infatti, si terranno in  P.zza Europa presso il Centro Polivalente. 
Tra le novità di questa sesta edizione, una manifestazione dedicata ai giochi antichi (sabato 1° luglio, dalle ore 19,00) denominata "Zogus de Pratza", organizzata con il supporto dell'Associazione "Attivamente".
Segue il programma dettagliato:


SABATO 24 GIUGNO - Ore 21, 30

CORROS” commedia sarda in tre atti di Mario Deiana
A cura della Compagnia Teatrale “LIMBA E AMENTOS” di Abbasanta
In P.zza Europa (presso Centro Polivalente)
Con rinfresco offerto dal "Gruppo is Amigus".
Conclude la serata l’estrazione a premi


SABATO 01 LUGLIO - Ore 19,00

ZOGUS DE PRATZA” – giochi antichi di piazza
con il supporto dell'Associazione "ATTIVAMENTE” di Riola Sardo
In P.zza Europa (presso Centro Polivalente)
Con rinfresco offerto dal "Gruppo is Amigus".
Conclude la serata l’estrazione a premi


SABATO 15 LUGLIO - Ore 21,30

MARIA CONCEPITA” - commedia sarda di Antonio Garau
A cura della Compagnia Teatrale “TZARRALITANOS” di Bonarcado
In P.zza Europa (presso Centro Polivalente)
Con rinfresco offerto dal "Gruppo is Amigus".
Conclude la serata l’estrazione a premi

  
SABATO 22 LUGLIO - Ore 21,30                   (DA CONFERMARE)   

S'ARICCHESA DE AFFISCEDDU” commedia sarda in tre atti  di Ugo Orrù
A cura della Compagnia Teatrale “ARRIORA” di Riola Sardo
In P.zza Europa (presso Centro Polivalente)
Con rinfresco offerto dal "Gruppo is Amigus".
Conclude la serata l’estrazione a premi




mercoledì 14 giugno 2017

Riola, "1° Trofeo Aironbike - Giro La Madonnina": domina Andrea Pisanu; incoronati i campioni regionali medio fondo.


Il vincitore Andrea Pisanu (foto G. Pisanu)


E' stato Andrea Pisanu della "Asd Antonio Manca" di Ittiri il dominatore del "1° Trofeo Aironbike - Giro La Madonnina", gara ciclistica su strada valida come prova unica di Campionato Sardo Medio Fondo Csain  che si è svolta domenica 11 giugno (con partenza e arrivo a  Riola Sardo) su un percorso impegnativo che si snodava tra la costa centro-occidentale e il Montiferru.
Alla partenza erano presenti circa 90 ciclisti amatoriali provenienti da tutta la Sardegna. 
La gara, come previsto, ha avuto il suo momento clou sui nove chilometri della salita Cuglieri-La Madonnina, all’inizio della quale è partita la fuga di Andrea Lovicu del team "Cicli DeMurtas" e Andrea Pisanu, mentre il resto del gruppo si sfilacciava e si frazionava.
Al traguardo volante della Madonnina Pisanu ha preceduto di misura il compagno di fuga aggiudicandosi il gran premio della montagna. I due hanno poi proseguito di concerto lungo la discesa per S. Lussurgiu e Paulilatino, e ancora nel percorso misto per Bonarcado e Milis, accumulando un buon vantaggio sugli inseguitori. Vantaggio che hanno conservato e gestito anche in pianura negli ultimi quindici chilometri, attraversando Narbolia e giocandosi la vittoria all’arrivo di Riola in una volata a due che ha premiato nuovamente Andrea Pisanu. Terzo assoluto si è classificato Mario Spano del "Cycling Team Gallura".


I Campioni regionali Medio Fondo (foto G.Pisanu)


Il rinfresco e le premiazioni si sono svolte presso la Pasticceria Terra Sarda, con l’assegnazione delle maglie di Campione Regionale di Medio Fondo Csain ai seguenti vincitori di categoria:

Maurizio Bottero , soc. Pul.Sar Threeface (cat Senior 1); Omar Vargiu, soc. Pul.Sar Threeface (cat Senior 2); Massimo Pintori, soc. Pul.Sar Threeface (cat Veterano 1); Simone Seguro, soc. 2000 Ricambi (cat Veterano 2); Gianluca Ibba, soc. Mas Bike (cat. Gentleman 1); Pasquale Piras, soc. UC Simaxis (cat. Super Gentleman A); Valentino Mele, soc. Aironbike Riola (cat. Super Gentleman B); Ludovica Pau, soc. Mas Bike (cat. Donne)

Grande soddisfazione per gli organizzatori dell’Aironbike asd per la buona riuscita dell’evento sportivo che riporta in auge una classica del ciclismo oristanese, premiando gli sforzi della stessa associazione riolese sempre più attiva nella promozione sportiva e del territorio.


Risultati completi

Riola festeggia Don Giacomo (rassegna stampa)

 
L'Unione Sarda 13-06-2017

La Nuova Sardegna 12-06-2017

L'Unione Sarda 21/05/2017

La Nuova Sardegna 05/12/2016